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Rotary Club Rapallo-Tigullio |
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La prima genuina vocazione del Rotary Club Rapallo Tigullio, costituito nell’aprile del 1955 con il nome di “Rotary Club Tigullio”, fu l’attenzione nei confronti dei giovani e della cultura. Risale appunto a quella lontana primavera un’azione di servizio che vide l’istituzione di sette premi da 5.000 lire ed un premio da 10.000 lire destinati agli alunni delle scuole elementari del territorio chiamati a cimentarsi nella stesura del tema “La difesa delle piante e la difesa degli uccelli”. L’iniziativa e gli importi possono oggi far sorridere ma fu quello il piccolo seme destinato a far nascere negli anni una pianta rigogliosa. Varie azioni ed erogazioni di borse di studio seguirono infatti quella prima iniziativa ma il vero giardiniere è stato un nuovo socio del club, ex rotariano del Milano Ovest e del Genova Est: Mario Zavattaro. Ingegnere e dirigente d’azienda industriale, inventore e benefattore, Mario Zavattaro vedeva nei giovani la continuazione ed il rinnovamento dell’umanità e la speranza di un mondo migliore per tutti: egli ha vissuto la sua esperienza di rotariano interiorizzando la scelta del servire e facendola diventare un principio ispiratore per il proprio agire, un messaggio da trasmettere ad altri rotariani ed amici. Il suo desiderio di accompagnare i giovani nel loro cammino di crescita e di piena realizzazione ha ispirato nel 1969 l’istituzione dei premi di studio “Giovanni Maggio – Piccolo I.A.R.D.” per gli studenti delle scuole medie superiori; Mario Zavattaro in tale occasione ha espresso il suo slancio altruistico nella maniera più nobile, perché ha esplicitamente richiesto ed ottenuto che il contributo da lui erogato per le borse di studio rimanesse anonimo. Una concezione così autentica della solidarietà non poteva che stimolare e coinvolgere i rotariani del club Rapallo Tigullio, al punto che ne 1975, alla scomparsa di Mario Zavattaro, furono istituiti i Premi Studio “Mario Zavattaro – Piccolo I.A.R.D.”, per gli studenti delle scuole medie superiori, cui si è affiancato il Premio “Giovanni Maggio” per i ragazzi delle scuole medie. Ci piace qui ricordare le parole con le quali Piero Matteini, che diverrà poi il primo Presidente della Fondazione Zavattaro, ricordò a quel tempo l’amico scomparso: “Un altro posto rimarrà per sempre vuoto alle nostre consuete riunioni: Mario Zavattaro, un vero Amico, un vero Rotariano, un esempio superlativo di rettitudine, di generosità, di bontà, di altruismo, ha lasciato questa vita terrena. Un uomo che del “servire” rotariano ha saputo fare la regola della sua vita nel lavoro, nella famiglia, nei rapporti umani in genere”. Continuatrice attenta e fedele dell’azione di Mario Zavattaro è stata la consorte Signora Lina Mansuino, alla quale si deve l’istituzione della Fondazione. Dopo aver seguito per anni le iniziative del Club avviate dal marito, ha voluto conferire ad esse un carattere di continuità: per questo, nel suo testamento, ha inserito disposizioni specifiche (conformi alle volontà espresse in vita da Mario Zavattaro) per la costituzione di una Fondazione, finalizzata ad opere benefiche e culturali, da realizzarsi nel territorio del Tigullio. Nel 1984, alla morte di Lina Mansuino, l’apertura del suo testamento ha rappresentato il primo passo verso la reazione del nuovo Ente la cui nascita ufficiale risale al 1985, anno del riconoscimento della personalità giuridica da parte della Giunta della Regione Liguria e dell’approvazione dello Statuto. Con l’inaugurazione, avvenuta nel 1986, della sede sociale (che si trova a Rapallo in via della Libertà n.110/A int. 27) e l’insediamento del consiglio di amministrazione presieduto dal P.D.G. Piero Mattini, esecutore testamentario delle volontà di Mario e Lina Zavattaro, il servizio rotariano della “Fondazione Zavattaro” si è inserito nella realtà locale attraverso le borse di studio Piccolo I.A.R.D. (Individuazione ed Aiuto a Ragazzi Dotati) per studenti delle scuole medie superiori statali e per universitari, premi lavoro per disabili e contribuzioni per opere di pubblica utilità.
Lo scopo e l’attività della Fondazione
La Fondazione ha essenzialmente lo scopo di assegnare borse di studio a studenti di scuole medie superiori, a studenti universitari e di erogare contributi per opere sociali: tutto questo avviene ogni anno, al principio dell’autunno, con una cerimonia ormai tradizionale nel Tigullio, alla presenza di un folto pubblico di rotariani e di famigliari ed amici dei premiati. Tale scopo non esaurisce tutte le finalità della Fondazione che vuole instaurare con i suoi ragazzi un rapporto di cordiale e sincera amicizia, costituire per loro, con la sua disponibilità, un punto di riferimento e seguirli nel loro cammino di maturazione e di crescita. Tutto questo avviene anche attraverso riunioni mensili alle quali, oltre ai borsisti ed ai collaboratori della Fondazione, partecipano anche ex borsisti, rotariani e mogli di rotariani. Ad animare la vita della Fondazione dal 1986 al 2001 è stata l’azione di Piero Matteini e della sua consorte Nene, rispettivamente Presidente e Segretario, ma soprattutto figure di riferimento per tutti i borsisti. Dopo la prematura scomparsa di Nene, il passaggio delle consegne ad un nuovo Consiglio di Amministrazione - presieduto da Giorgio Campodonico Past President del Rotary Club Rapallo Tigullio - è avvenuto nel segno di una continuità con l’attribuzione a Piero Matteini, recentemente scomparso, attraverso una modifica statutaria che ha contribuito anche a rinsaldare i vincoli tra il club padrino e la Fondazione, della carica di Presidente Onorario: in questa veste egli ha sempre seguito la vita e la maturazione di quei ragazzi ai quali ha tanto donato in termini di partecipazione e di capacità umane e professionali. Si diventa borsisti superando una selezione operata da un’apposita commissione presieduta, per l’occasione, da una psicologa esterna alla Fondazione. I giovani studenti ammessi vengono premiati per tutto il corso degli studi purché conseguano risultati scolastici conformi alle norme statutarie. Tali risultati, spesso superiori alle aspettative, uniti alle brillanti affermazioni di molti ex borsisti nella loro vita di lavoro, costituiscono per i dirigenti della Fondazione motivo di orgoglio e di gratificazione. |